Opere

Pigmalione e Galatea in Tribunale

Corto

Un uomo, una donna: un artista e la sua creazione. Lei, umiliata ed esasperata dalla loro vita insieme, lo trascina in Tribunale per ottenere quella emancipazione che le permetterebbe di volare via ma lui non sembra certo disposto a lasciarsi sfuggire l’unico motivo per vivere e per essere ricordare ai secoli di essere vissuto.

Pigmalione e Galatea in Tribunale prendendo spunto dalla storia del mitico artista greco innamorato a tal punto della propria scultura da pregare, accontentato, Venere di dare vita a quello che era solo un liscio e spento sembiante di marmo e giocando ad immaginare cosa, dopo il climax della transustanziazione, non raccontato, succede alla novella coppia di innamorati, se consiste da un lato in una satira, celata sotto il genere “tribunalizio” e “divorzista” (per un certo modo parodiante dunque il modello televisivo seriale americano), dell’eterno vincolo di attrazione-repulsione nel rapporto amoroso fra uomo e donna, anche estremizzato nei due poli antitetici ed archetipici del maschilismo e del femminismo; dall’altro vuole anche porsi come una riflessione, non meno profonda, sopra il bisogno di dipendenza che l’autore ha nei confronti del proprio creato artistico e non viceversa: il bisogno ovvero della creazione di disfarsi infine dell’ingombrante referente mondano, essendo essa anzitutto libera di proiettarsi oltre l’ego e l’arco limitato della vita dell’essere cui deve la “vita”.
Complice una vena di critica psicanalitica, il corto non manca insomma di interrogarsi sopra i ruoli che l’uomo e la donna (tradizionalmente – appunto– la più fortunata costola di Adamo) si sono scavati o visti scavare all’interno del meccanismo sociale (nel senso anche di familiare) e culturale della tradizione europea ed occidentale.

GALATEA. Le tue mani hanno scritto questo mio mal d’amore assieme al contratto, ma le tue mani non hanno saputo garantirmi quella tournee di miele che levati!

Il corto ha partecipato al concorso “Drammaturgica: percorsi dal testo alla scena” III ed. (Teatro Hamlet)

Regia di Mario Biondino
Con Mario Biondino e Alessia di Fusco
Assistente alla regia: Flavio Marigliani

Prima: aprile 2016

In foto: Mario Biondino e Alessia di Fusco